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	<title>Studio Sellitto &#124; Consulenza del Lavoro &#124; CAF Roccapiemonte &#187; Sconti Irpef 2014</title>
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		<title>Ecco i nuovi sconti Irpef: detrazione base a 2.400 euro per i redditi fino a 20mila euro</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Mar 2014 14:11:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Sellitto]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sconti Irpef 2014]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Taglio lineare dell&#8217;Irap con sforbiciata alle aliquote; detrazione Irpef che passa da 1.880 a 2.400 euro e si allarga a tutti i redditi fino a 20mila euro, contro gli 8mila attuali, per modularsi poi in discesa man mano che i redditi salgono e azzerarsi a quota 55mila euro, come accade oggi. Sarebbero queste le coordinate [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Taglio lineare dell&#8217;Irap con sforbiciata alle aliquote</strong>; detrazione Irpef che passa da 1.880 a 2.400 euro e si allarga a tutti i<strong> redditi fino a 20mila euro</strong>, contro gli 8mila attuali, per modularsi poi in discesa man mano che i redditi salgono e azzerarsi a quota 55mila euro, come accade oggi. Sarebbero queste le coordinate su cui si sta costruendo il<strong> maxi-taglio al cuneo fiscale</strong> messo in cantiere dal Governo, con un aiuto alle imprese (2,4 miliardi di sconto all&#8217;anno) e uno, più pesante (10 miliardi all&#8217;anno a regime) per i lavoratori dipendenti e gli «assimilati» come co.co.co e co.co.pro.</p>
<p>A loro la nuova &#8220;curva&#8221; dell&#8217;Irpef assicurerebbe, come ha promesso il presidente del consiglio Matteo Renzi, almeno mille euro all&#8217;anno (80 euro al mese) per chi guadagna 1.500 euro netti al mese. Se sull&#8217;Irpef si prosegue di simulazione in simulazione, a Palazzo Chigi va avanti il lavoro per tradurre in norme l&#8217;annuncio del taglio del 10% dell&#8217;Irap pagata dalle imprese.</p>
<p>L&#8217;idea iniziale di lavorare su una riduzione del costo del lavoro, che alla fine avrebbe penalizzato chi non ha la componente lavoro e premiato maggiormente le imprese attive in settori &#8220;labour intensive&#8221;, cede ora il passo all&#8217;ipotesi di un taglio lineare sulle aliquote Irap, spalmando così la riduzione del 10% in misura uguale per tutti i soggetti all&#8217;imposta regionale sulle attività produttiva (l&#8217;aliquota base si attesterebbe al 3,51%, ma un taglio analogo si applicherebbe a tutte le aliquote speciali per i pdiversi settori di attività p). Più difficile dare forza giuridica all&#8217;altra ipotesi sul tappeto, ovvero quella di un <strong>taglio del 10%</strong> applicato dopo aver determinato l&#8217;Irap dovuta con le aliquote attuali e riducendo di fatto i versamenti del 10 per cento. La certezza sull&#8217;operazione Irap, al momento, è la copertura del dimagrimento da 2,4 miliardi di euro del tributo regionale pagato dalle imprese: le risorse arriveranno dall&#8217;aumento della tassazione sulle<strong> rendite finanziarie dal 20 al 26 per cento</strong>.</p>
<p>Per conoscere i dettagli della riduzione delle tasse per lavoratori e imprese si dovrà comunque attendere la stesura del decreto legge che, vista la dead pline fissata da Renzi con gli aumenti delle buste paga di fine maggio, andrà definito e approvato dal Governo entro la fine di marzo. A cascata nei prossimi dieci p giorni, e dunque già per la prossima settimana, il Governo potrebbe approvare il Documento di economia e finanza (Def) in cui saranno messe nero su bianco le coperture del taglio dell&#8217;Irpef, stimate in 6,6 miliardi per il 2014 e 10 miliardi per il 2015. Risorse che, come annunciato sempre da Matteo <strong>Renzi</strong>, arriveranno dalla spending review targata <strong>Cottarelli</strong>, dal tesoretto sulla riduzione degli interessi passivi con il calo dello spread, dalla maggiore Iva incassata con il pagamento dei debiti della Pa e da un possibile innalzamento dal 2,6% al 2,8% del deficit nominale sul Pil. Sulla reale utilizzabilità di tutte queste voci, e sul contributo che ciascuna di essere sarà chiamata ad assicurare, la trama è ancora tutta da scrivere.</p>
<p>Agli occhi dei contribuenti, però, l&#8217;operazione Irpef è più interessante dal lato degli effetti in busta paga. I tecnici del Governo, come accennato, lavorano a un doppio aumento della detrazione fissa, quella che oggi sconta 1.880 euro a tutti i redditi fino a 8mila euro (circa 500mila persone, perché<strong> oltre l&#8217;80% dei contribuenti</strong> che dichiarano cifre simili è incapiente). L&#8217;aumento sarebbe doppio perché alzerebbe sia il valore della detrazione, portandola intorno ai 2.400 euro, sia il suo ambito di applicazione, che abbraccerebbe tutti i redditi fino a 20mila euro. A partire da questo livello, lo sconto scenderebbe poi progressivamente al crescere del reddito: il grafico qui a fianco adatta i meccanismi attuali ai nuovi livelli di partenza, spostando da 978 a 2mila euro la detrazione-base a cui si applicano i moltiplicatori per adattarla al reddito.</p>
<p>Tecnicismi a parte, in questo modo si assicura la linearità della curva, abbassando progressivamente lo sconto fino ad azzerarlo a quota 55mila euro. In questo modo, gli effetti maggiori (i mille euro all&#8217;anno evocati dal premier) rispetto al sistema attuale si sentirebbero nella fascia di reddito 20-29mila euro, che è anche la più frequentata dai lavoratori dipendenti (vi si collocano 5,2 milioni di dichiarazioni, un quarto del totale). Poco inferiori in valore assoluto, ma ovviamente pesanti in termini percentuali, sarebbero i<strong> benefici per chi dichiara fra 15mila e 20mila euro</strong> (altri 3,6 milioni di persone): con il &#8220;decalage&#8221; lungo, fino a 55mila euro, la platea degli interessati da uno sconto più o meno consistente rispetto al livello attuale si allargherebbe a 15 milioni di lavoratori.</p>
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